Prolocobonnanaro

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P.Budroni Sanna

Curiosità > Uomini Illustri

(Vado Ligure 1922- Bonnanaro 1998)

Rimasto orfano all’età di sette anni della madre che adorava (e della quale assumerà il cognome), viene allevato da una zia, visto il disinteresse della matrigna per lui.
Mostra fin da piccolo il suo estro artistico disegnando dove gli capita.
A diciotto anni si arruola nella Guardia di Finanza; durante la seconda guerra mondiale viene deportato in un campo di concentramento. Ricorderà per sempre questa esperienza: da ciò derivò il suo odio verso i conflitti che considerava mezzi usati dai potenti per i loro scopi.
Finita la guerra riprende aRoma la professione di finanziere e frequenta ambienti mondani e culturali acquisendo una discreta formazione, frequenta anche un corso per l’applicazione delle tecniche di disegno e china.
Autodidatta, ha uno stile creativo molto particolare e si distingue, gia nel 1950, a Roma alla Mostra Nazionale di Arti Figurative.
Nel 1962, congedatosi, rientra a Bonnanaro dove si dedica alla pittura, a lunghe passeggiate nelle campagne e alla caccia. In compagnia manifesta il suo senso dell’umorismo con un parlare forbito e divertente. Convive in lui però anche un certa malinconia; colto da una forte depressione, si isola nel suo mondo, con due cagnolini da cui non si separa mai.
Continuamente aggiornato sulle novità politiche e sempre molto critico nei confronti delle istituzioni e soprattutto con gli amministratori locali, ai quali ogni anno inviava pesci d’aprile, con caricature ed espressioni spiritose, per contestare le loro decisioni (memorabile il “laghetto di Malis” del quale sognava la realizzazione).
Spirito libero, non ha regole, non si ispira a nessun artista, esprime i suoi sentimenti con tonalità forti, concentrandosi sull’“uomo”, sui suoi comportamenti in determinate situazioni e sull’ambiente che frequenta. Confida nell’esistenza di un’Entità Superiore ma non crede sull’organizzazione ecclesiastica di cui critica potere e ricchezza e cerca di far emergere un’immagine laica dalle figure sacre.
In occasione di feste e sagre allestisce in paese mostre personali, dove riscuote sempre un grande successo, ma resta geloso e possessivo dei suoi lavori.
Nelle sue agende annota tutti i suoi pensieri, anche quelli più tristi, descrivendo i compaesani, amici e nemici, con commenti sarcastici accompagnati da vignette umoristiche.         
I suoi dipinti vincono numerosi premi, sia in Sardegna che fuori (“Gran Premio Toscana”a Montecatini,”Colori d’Inverno” a Viareggio, “Italia-Francia” a Firenze e Cannes, “Galleria di Parigi” ecc.).


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