Prolocobonnanaro

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Cenni Storici

Il Paese

Per gli archeologi, Bonnanaro è innanzitutto il paese eponimo della civiltà del Bronzo Antico (1800-1600 a.C.) che ha preceduto l’età dei nuraghi; un territorio ricco di testimonianze archeologiche che vanno dalle necropoli neo-eneolitiche di Pertusos o Sorroi, di Corona Moltana e di Sas Turres, ai diciotto nuraghi individuati: Malis, Maria de Riu, Nieddu, Toncanis ecc.

La frequentazione del territorio
in epoca romana, è testimoniata da alcuni reperti ceramici presenti in superficie, segnalati in diverse località del territorio tra cui: Malis, Monte Arana, Bonossa e Sas Turres ecc

La villa medievale, sorvegliata dal castello di Capula sul Monte Sant’Antonio fu posseduta di fatto dai Doria che dopo il crollo del Giudicato del Logudoro la controllarono ancora per quasi un secolo.
Occupata dalle truppe arborensi nel 1364, la villa di Bunanor passò definitivamente sotto i catalano-aragonesi solo dopo la fine del Giudicato d’Arborea nel 1420: è possibile allora ricostruire le vicende del feudo del Mejlogu (Bonnanaro, Torralba, Borutta) che fu assegnato come incontrada
a partire dal 1445 ad Angelo Marongiu, ucciso all’indomani della rivolta di Leonardo Alagon.
Il feudo sopravisse per quasi quattro secoli, divenne più tardi in età spagnola baronia, contea (1631) e marchesato (1635) e fu più volte sequestrato dal Fisco regio, passando ripetutamente di mano: ai Gambella, gli Henriquez, i Carrillo di Albornoz, i Comprat, i Miranda (don Lope de Miranda marchese di Valdecalzana).
Le famiglie Delogu, Piras, Bartoli, Passino e Ferrà, negli ultimi tre secoli hanno curato l’amministrazione del marchesato di Valdecalzana, di cui la villa faceva parte
Le  residenze del gruppo familiare nobiliare più numeroso, i Delogu, erano situate nella parte alta del centro storico, zona detta  Palatu ossia “palazzo” perché qui sorge l’antica casa feudale (dal ‘700 proprietà Delogu, poi venduto) e la residenza settecentesca detta Su Corrale, anch’essa proprietà Delogu fino ai primi del ‘900.    

Nei moti antifeudali del 1796,guidati da Giovanni Maria Angioy, il paese aderì alla rivolta ed arrivò a distruggere il palazzo feudale costruito dai Carrillo nel ‘500.

La fine del feudo (Marchesato di Valdecalzana) si data ormai al 1840, quando fu definitivamente riscattato ed il paese iniziò a godere di una sostanziale autonomia all’interno della provincia di  Alghero e poi di Sassari.

Demograficamente Bonnanaro ha avuto dal medioevo una crescita intermittente: nel 1388 il paese contava 225 abitanti. La crescita demografica è lenta nei tre secoli successivi così fino a tutta la prima metà del settecento, infatti nel 1751, si contano 808 abitanti
Nell’800 il paese è cresciuto: al primo censimento dell’Italia unita, nel 1861, il numero di abitanti assommava a 1175. Nel 1900 il  numero di abitanti aumenta fino a1800; con lo spopolamento e la crisi demografica si è scesi nel 2001 a 1095 abitanti.
Oggi il numero si è attestato a quel livello.


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